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Il mago Tre-Pi, quando la comunicazione è inclusiva

Ci sono case editrici e case editrici. Telos, ad esempio, ha presentato allo scorso Salone del Libro di Torino un libro delizioso che tenta di sfidare la comunicazione sotto tre punti di vista: cercando di far interagire in modo intelligente la carta e il digitale, avvicinandosi al mondo dell’infanzia e dell’adolescenza attraverso la sperimentazione di un nuovo modo di fare editoria e soprattutto pensando all’accessibilità dei propri testi e non escludendo dalla comunicazione nessuna fascia di pubblico.

“Il Mago Tre-Pi”, scritto da Lilith Moscon e illustrato da Marta Pantaleo, è un progetto educativo e inclusivo pensato soprattutto per i lettori dislessici, dai nove anni in su: grazie all’utilizzo del carattere tipografico “Easyreading”, a un’impaginazione più ariosa in cui il testo è sbandierato a destra e a un tipo di carta più opaco, qualunque tipo di lettore può superare le barriere poste dal testo.

Non c’è comunicazione, infatti, se il ricevente non possiede tutti gli strumenti per decifrare il testo trasmesso dall’emittente. E poi, ovviamente, non c’è comunicazione senza un messaggio, in questo caso delicatamente raccontato.

Il protagonista della storia è il giovane e timido Nicola la cui vita è fatta di scuola, piccoli episodi di bullismo e una passione per la scrittura e le storie. La sua vita vive un’epifania grazie a un incontro speciale, quello con Giuseppe Pitrè (medico, letterato e antropologo palermitano che visse a cavallo tra ‘800 e ‘900 e che ispirò con le sue raccolte di tradizioni popolari Capuana, Verga e Calvino).

Durante i loro tre incontri («Tre come il numero di prove che devono affrontare gli eroi nelle fiabe»), all’interno di una carrozza trainata da cavalli, Nicola pone al signor Pitrè alcune domande, tra cui «Di cosa sono fatti i pensieri?» La risposta è poetica, immaginifica: «I pensieri sono simili alla mia carrozza. Vanno di casa in casa, di paesaggio in paesaggio. Viaggiano se li lasciamo liberi e ascoltano quando è il momento di ascoltare».

Già, l’ascolto: un elemento spesso trascurato in questo universo di relazioni iperconnesse grazie alle tecnologie, ma in cui la rapidità e la facilità di distrazione non facilitano l’inclusione e l’attenzione per l’altro (per approfondire questo tema, non si può non leggere “Dentro la società interconnessa” di Piero Dominici).

Il racconto rappresenta un percorso di crescita umana per il protagonista, ma non solo: grazie all’incontro con lo “spirito” di Alberto Rebel, editore e libraio torinese di fine ‘800, Nicola troverà il coraggio per presentare a un editore i suoi racconti e le sue poesie. Ora si sente forte, come San Giorgio mentre sconfigge il drago: «Dai miei pensieri nascono i sogni. Dai sogni nascono i miti e le fiabe».

Annalisa D’Errico
Giornalista ed esperta di comunicazione

 

Photo by Josh Applegate on Unsplash

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